NEL BIANCO E NEL VENTO NAPOLI, MUNICIPALITÀ 5 (VOMERO–ARENELLA)
Un progetto culturale integrato ideato dal Teatro Il Pozzo e il Pendolo per il Maggio dei Monumenti 2026, il cui tema portante è “Ebbra di luce, folle di colori”. Ci sono colori che non si impongono allo sguardo, ma lo accolgono. Il bianco è uno spazio prima ancora che una tonalità: superficie che riflette la luce, soglia che moltiplica le possibilità, campo aperto in cui le forme emergono e si dissolvono. È il colore dell’attesa, della sospensione, della traccia leggera, della memoria che non grida, ma permane. Come l’aria, il bianco è una presenza invisibile che rende visibile il mondo.
Visite Guidate Teatralizzate
Un itinerario suggestivo che connette la Pedamentina alla Certosa di San Martino, attraversando scorci meno battuti e ricchi di fascino. Il racconto intreccia storia, leggende e immaginario, culminando in un finale teatralizzato dedicato a figure simboliche della tradizione napoletana
Lo spettacolo è un viaggio poetico nella città di Napoli, una città che scrive mentre respira. Sulla scena arrivano lettere bianche senza indirizzo, inviate da presenze quotidiane e simboliche insieme: un semaforo che osserva l’umanità fermarsi e ripartire; il Castel dell’Ovo, corpo antico che galleggia tra storia e leggenda; un pastore del presepe di San Gregorio Armeno, figura fragile e resistente, sospesa tra memoria e invenzione. Pagine bianche che, veicolando parole, tratteggiano Napoli nella sua natura più autentica: splendida e complessa, luminosa e contraddittoria.
I laboratori, differenziati per età, si svolgeranno sullo scalone monumentale del Parco della Floridiana (o, in caso di maltempo, nella Sala Orientale del Museo Duca di Martina), esplorando il bianco come origine, spazio del cominciamento e apertura all’immaginazione. Tre percorsi creativi – tra teatro e scrittura – pensati come esercizi di possibilità
di e con: Maurizio de Giovanni con: Marianita Carfora, Giacinto Piracci, Rocco Zaccagnino e al sax Marco Zurzolo
Le canzoni non abitano un luogo: lo attraversano. Si posano sulla memoria come una luce leggera e continuano a vivere anche quando il suono si spegne. Canzoni per il commissario Ricciardi è un’esplorazione emotiva di questa materia invisibile. In questo spazio rarefatto, il bianco, inteso come luce, apertura, possibilità, diventa il campo percettivo in cui le storie prendono forma: una superficie luminosa su cui la città si scrive e si cancella continuamente.
con: Rosaria De Cicco, Massimo Masiello musiche: Luca Mennella
Lo spettacolo è un viaggio poetico nella città di Napoli, una città che scrive mentre respira. Sulla scena arrivano lettere bianche senza indirizzo, inviate da presenze quotidiane e simboliche insieme: un semaforo che osserva l’umanità fermarsi e ripartire; il Castel dell’Ovo, corpo antico che galleggia tra storia e leggenda; un pastore del presepe di San Gregorio Armeno, figura fragile e resistente, sospesa tra memoria e invenzione. Pagine bianche che, veicolando parole, tratteggiano Napoli nella sua natura più autentica: splendida e complessa, luminosa e contraddittoria.
con: Rosaria De Cicco, Massimo Masiello musiche: Luca Mennella
Lo spettacolo è un viaggio poetico nella città di Napoli, una città che scrive mentre respira. Sulla scena arrivano lettere bianche senza indirizzo, inviate da presenze quotidiane e simboliche insieme: un semaforo che osserva l’umanità fermarsi e ripartire; il Castel dell’Ovo, corpo antico che galleggia tra storia e leggenda; un pastore del presepe di San Gregorio Armeno, figura fragile e resistente, sospesa tra memoria e invenzione. Pagine bianche che, veicolando parole, tratteggiano Napoli nella sua natura più autentica: splendida e complessa, luminosa e contraddittoria.
Realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, la mostra si configura come un percorso sensoriale che esplora il bianco come spazio di possibilità e attraversamento. Le sale del Museo Duca di Martina accolgono opere e installazioni site-specific che dialogano con luce, architettura e paesaggio, mettendo in relazione. Un invito a una fruizione lenta e contemplativa, dove arte, natura e cittadinanza si incontrano.