in nome della madre

27gen21:00Evento passatoin nome della madredi Erri De Luca

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“Nessuno ha torto, Miriàm. Il fatto è che tu sei la più speciale eccezione e loro non hanno cuore sufficiente per intenderla e giudicarla. È una faccenda che ha bisogno di amore a prima vista, mentre loro si ingarbugliano sui codici, le usanze. Per loro tu sei pietra d’inciampo, per me sei la pietra angolare da cui inizia la casa.”

La storia del Salvatore inizia infatti ben prima della sua venuta al mondo, nel momento in cui, in un soffio di vento, una giovane promessa sposa si scopre gravida, dopo un annuncio di cui non ricorda bene le parole – che tornano come echi vaghi, travolti dalla dimensione molto più concreta, carnale, di un figlio che cresce nel grembo.

Miriàm racconta in prima persona la sua gestazione inattesa. Perché gli angeli, quando si presentano sulla terra e poi se ne vanno, “lasciano un dono e pure una mancanza”. La vicenda acquista dunque una dimensione umanissima, incentrata sul tema della femminilità riscoperta attraverso la maternità: “problematici di questa maternità: per una giovane donna ebrea, non ancora sposata, un figlio al di fuori del matrimonio è causa di immediata condanna, di esclusione sociale.

La storia universale  dell’avvento del Redentore raccontata da  tre prospettive diverse : quella di Miriàm, quella della comunità, pettegola e maldicente, e quella di Iosef, retto, onesto, incrollabile, che si fa portatore di un messaggio di fede e d’amore contrapposto alla miope rigidità della legge. Iosef crede a Maria, e alla visione dell’angelo. Iosef non cede alla paura, naturale e immediata, che lo vorrebbe far fuggire, per restare accanto alla donna che sposerà comunque, accettando il prezzo che deve pagare chi viola le regole non scritte della pubblica convenienza.

Ma nell’intreccio di voci quella che si leva alta e solenne su tutte è quella della vergine eletta a madre dal disegno divino: Maria si fa donna nel suo diventare madre, e questo le dà una forza inaspettata, quasi sovrumana, tale da permetterle di contrattare con il suo Dio, nel momento della nascita del figlio. Perché in quella prima notte, nella minuscola stalla, la giovane è sola e il bambino che viene al mondo le appartiene, forse soltanto per quelle poche ore. “Ma finché dura la notte, finché la luce di una stella vagante è a picco su di noi, noi siamo i soli al mondo.” E in quella notte, libera dal presentimento del futuro,a Miriàm è concesso di essere  madre di suo figlio e non del figlio di Dio.

con: Rosalba Di Girolamo
adattamento: Annamaria Russo

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Ora

27 gennaio 2024 21:00(GMT+02:00)

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Teatro Il Pozzo e il Pendolo

Piazza san Domenico maggiore n.3 Napoli

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